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Tre argini contro le piene: Il Consorzio di Bonifica Veronese prepara opere per 1,8 milioni su Nichesola, Canossa-Menago e Tione dei Monti

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Tre interventi per proteggere abitazioni, aziende agricole e territori sempre più esposti agli effetti degli eventi meteorologici estremi. Il Consorzio di Bonifica Veronese ha in programma la realizzazione di tre importanti opere sulla rete idraulica minore, finanziate dalla Protezione Civile attraverso la Regione Veneto, per un importo complessivo di 1 milione e 800mila euro.

Gli interventi riguardano tre corsi d’acqua in gestione al Consorzio: lo scolo Nichesola, nei comuni di Roverchiara, Legnago e Angiari; i fiumi Canossa e Menago, nel territorio di Cerea; e il fiume Tione dei Monti, con una nuova opera prevista a Castelnuovo del Garda.

“Possiamo definire questi tre progetti vere opere di prevenzione civile – spiega Luca Antonini, direttore generale del Consorzio di Bonifica Veronese – perché non intervengono dopo il danno, ma prima che il danno si manifesti. È questa la logica più corretta e più moderna nella gestione del rischio idraulico: anticipare le criticità, ridurre le portate di piena, creare spazi di laminazione e alleggerire i tratti più vulnerabili della rete. Negli ultimi anni corsi d’acqua considerati minori hanno mostrato una frequenza di piena del tutto diversa rispetto al passato, con episodi un tempo ritenuti eccezionali che oggi si ripetono con maggiore regolarità. Questo significa che anche la rete idraulica minore merita la massima attenzione, perché è spesso proprio lì che si gioca la sicurezza concreta di case, aziende agricole, strade e centri abitati”.

Il primo intervento riguarda la realizzazione di uno scarico di emergenza dello scolo Nichesola con recapito nel fiume Bussè, in comune di Angiari, per un importo di 200mila euro.

Lo scolo Nichesola nasce nel comune di Roverchiara e, dopo un percorso di circa 13 chilometri, attraversa poco a monte dell’incile la frazione Terranegra di Legnago. L’urbanizzazione e il cambiamento climatico hanno profondamente modificato il regime idraulico originario del corso d’acqua, aumentando il rischio per le numerose abitazioni costruite a ridosso delle sponde.

Poiché per un lungo tratto la Nichesola è circondata da fabbricati, non vi sono gli spazi necessari per intervenire direttamente dalle sponde. Per questo il Consorzio ha progettato un canale scolmatore a monte di Terranegra, capace di deviare parte delle portate di piena verso il Bussè, a valle di un sostegno idraulico, bypassando il centro abitato. L’opera sarà costituita da una condotta interrata lunga circa 70 metri, da un manufatto di presa con paratoia e da un manufatto di scarico. Il progetto è già a livello esecutivo e i lavori saranno appaltati una volta completato l’iter di approvazione regionale.

Il secondo progetto riguarda i “lavori per la messa in sicurezza idraulica dei fiumi Canossa e Menago, in comune di Cerea, con la realizzazione di una cassa di espansione”, per un importo di 800mila euro.

L’intervento completa quanto già realizzato dal Consorzio negli anni 2016 e 2017 per proteggere il capoluogo di Cerea dalle piene del Menago e dello scolo Canossa, suo affluente. L’obiettivo è ampliare il volume di laminazione dei due bacini esistenti, pari oggi a 290mila metri cubi, aggiungendo ulteriori 185mila metri cubi. La capacità complessiva arriverà così a 475mila metri cubi.

La nuova area interesserà il sedime di un pioppeto, che potrà continuare a essere coltivato, poiché le onde di piena si esauriscono normalmente nel giro di due o tre giorni. Grazie ai manufatti di presa, collegamento e scarico, le opere esistenti e quella nuova potranno essere gestite con grande flessibilità, modulando i volumi d’invaso in base alle diverse situazioni di piena. Il progetto è stato redatto a livello di fattibilità tecnico-economica e sarà reso esecutivo non appena la Regione comunicherà l’effettivo finanziamento.

Il terzo intervento riguarda la “messa in sicurezza idraulica del bacino del fiume Tione dei Monti, con la realizzazione di una cassa di espansione in comune di Castelnuovo del Garda”, per un importo di 800mila euro.

Il Tione dei Monti nasce nel territorio di Pastrengo da alcuni torrenti che attraversano le colline dell’anfiteatro morenico gardesano e si raccorda poi al fiume Tartaro dopo avere attraversato Villafranca di Verona. Nello scorso decennio il Consorzio ha già realizzato, a monte di Villafranca, due bacini di laminazione per complessivi 60mila metri cubi, con l’obiettivo di ridurre le portate di piena e limitare i danni al centro abitato e alle campagne circostanti.

Il ripetersi di eventi meteorici intensi ha reso necessario progettare un ulteriore bacino più a monte, nel territorio di Castelnuovo del Garda. L’opera, attualmente in fase di progettazione esecutiva, prevede un invaso in area agricola con capacità massima di circa 30mila metri cubi. Il nuovo volume si sommerà a quelli già esistenti, contribuendo a migliorare la sicurezza idraulica dei territori a valle.

“Questi interventi – conclude Antonini – confermano il ruolo strategico dei Consorzi di bonifica nella prevenzione del rischio idraulico. La sicurezza del territorio non si costruisce solo nelle emergenze, quando l’acqua è già arrivata dove non dovrebbe arrivare. Si costruisce con progettazione, manutenzione, conoscenza puntuale della rete e capacità di programmare opere mirate. Investire oggi in prevenzione significa evitare domani danni molto più pesanti per cittadini, imprese agricole e comunità locali”.

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