Terminato l’intervento sul nodo idraulico Novare-Vaio del Ghetto a Negrar, ora è garantita la sicurezza idraulica del territorio

Gli importanti lavori del Consorzio di Bonifica Veronese per il completo riassetto dello strategico nodo idraulico Novare-Vaio del Ghetto, con la realizzazione di uno scolmatore di piena del torrente Novare che verrà a recapitare nel torrente Negrar, erano iniziati lo scorso gennaio, prima dell’inizio della pandemia.

“Nonostante l’emergenza Covid, che ha inevitabilmente ritardato e complicato lavori e forniture soprattutto durante il lockdown di primavera – spiega il Direttore Generale Ing. Roberto Bin – i lavori sono proseguiti senza interruzioni, rispettando il cronoprogramma dell’opera grazie all’impegno delle aziende esecutrici Italbeton e Bellesini riunite in ATI e del tecnici del Consorzio”.

Tecnicamente, l’intervento ha visto la costruzione di uno scolmatore del torrente Novare nel Progno di Negrar, una condotta interrata che devierà le piene del torrente alleggerendo così l’alveo naturale che prosegue verso Parona e che ha dimensioni insufficienti a contenere le portate di piena.

Nei primi tre mesi di cantiere sono stati posati tutti i 1.300 metri di condotti scatolari, rispettando il termine auspicato dai proprietari affinchè i lavori non creassero intralcio alle loro attività agricole di primavera. Nei mesi successivi è stato realizzato il manufatto di sfioro, che ha richiesto un preliminare lavoro di sottofondazione per contenere l’ingombro di cantiere, in modo tale da non intralciare il traffico stradale e consentire il passaggio dell’acqua nel Vaio di Novare e nel Vaio del Ghetto.

Il manufatto è stato ultimato in ottobre con la consegna delle soglie sfioranti in pietra di Prun, ben inserite nel contesto paesaggistico locale.

Contemporaneamente allo scolmatore, altre squadre dell’impresa hanno realizzato un secondo condotto scolmatore previsto in località Palazzina di Novare, nonché una tubazione di raccolta delle acque provenienti dalle colline di Montericco, lungo via San Francesco ad Arbizzano.

Con separato appalto il Consorzio ha inoltre ricostruito l’alveo in pietrame del torrente Novare, già prima molto ammalorato e gravemente danneggiato dagli eventi alluvionali del 2018.

“L’intervento ha permesso di consolidare e quindi conservare in perfetta efficienza le arginature esistenti – spiega l’Ing. Andrea De Antoni, Direttore tecnico del Consorzio -, oltre a rendere il fondo dell’alveo, realizzato negli anni ‘30 dello scorso secolo, idoneo ad affrontare anche gli eventi meteorici più violenti”.

L’importo complessivo degli interventi è stato di 4 milioni e mezzo di euro, finanziati dal Commissario Delegato il Governatore del Veneto Zaia, con risorse provenienti dal Decreto Ministeriale emanato a seguito della tempesta Vaia che nell’ottobre 2018 aveva colpito duramente ampie aree del nord Italia.

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