La stagione irrigua alle porte ed i timori per una nuova estate siccitosa. Il Consorzio di Bonifica Veronese: “servono interventi strutturali”

“Consorzi di Bonifica del Veneto, un’eccellenza del Paese per una Regione da primato: il valore dell’autogoverno”: questo il titolo, e la sintesi, del convegno che si è tenuto giovedì 7 marzo a Mestre e organizzato da Coldiretti Veneto e ANBI Veneto. Quella di Mestre è stata un’occasione importante per mettere attorno al tavolo vertici di Coldiretti e dell’Associazione Regionale e Nazionale dei Consorzi di Bonifica assieme ad amministratori e parti sociali, per una riflessione sul ruolo strategico oggi in Veneto dei Consorzi di Bonifica.

Nel corso del convegno sia l’Assessore Regionale all’Agricoltura Pan, che il Presidente Veneto di Coldiretti Salvagno che il Presidente Veneto di ANBI Romano hanno espresso la loro forte preoccupazione per la stagione estiva ormai alle porte, che presenta tutti i sintomi di un rischio di carenze idriche importanti, come accaduto negli scorsi anni. Questo anche alla luce degli accumuli modesti di neve che si registrano in montagna.

A meno che le previsioni del tempo portino una primavera più fresca e con abbondanti precipitazioni, il timore, fondato, è che la prossima estate veda ripetersi situazioni di carenza idrica con le inevitabili conseguenze negative per le aziende agricole del territorio, e con il rinnovarsi del braccio di ferro con i gestori degli invasi dei bacini idroelettrici delle provincie di Bolzano e di Trento per la gestione del fiume Adige.

“Quanto emerso a margine del Convegno di Mestre, dove si è parlato d’altro, – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – riporta purtroppo in primo piano il problema della grave carenza di infrastrutture idriche, anche nella provincia scaligera. Il nostro territorio ha necessità di una radicale evoluzione delle modalità di distribuzione dell’acqua, in maniera da trasformare gli antiquati sistemi a scorrimento ancora presenti in molte importanti aree del comprensorio, da Valeggio sul Mincio passando per tutto il villafranchese fino a San Giovanni Lupatoto, nei moderni sistemi a pressione che il Consorzio ha già realizzato nell’area della Valpolicella. Sistemi che, se introdotti, permetterebbero da subito un risparmio anche del 50% dell’acqua”.

“Queste trasformazioni irrigue – indica il Presidente Tomezzoli – costituiscono un’esigenza che, se fino a qualche anno fa poteva sembrare secondaria, oggi la cronaca quotidiana ci indica come invece fondamentale proprio per la rilevanza di vero oro blu che sta assumendo la risorsa acqua. Il Consorzio di Bonifica Veronese ha già pronti e cantierabili progetti per quasi 100 milioni di euro che potrebbero veramente trasformare radicalmente il volto dell’irrigazione nel veronese. Servono però finanziamenti adeguati, e qualcosa in questo senso si sta muovendo anche a Roma con le linee di finanziamento che, grazie al grosso lavoro di progettazione dei nostri uffici tecnici, finalmente tornano in Veneto. Serve anche una nuova consapevolezza che su questo fronte si gioca realmente tanto del futuro economico ed ambientale del nostro territorio”.

“Nel frattempo e per prepararci ad ogni evenienza – conclude il Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veronese Ing. Roberto Bin – abbiamo messo letteralmente in campo lungo tutto l’inverno uomini e mezzi per lavorare al ripristino e alla manutenzione capillare dell’intera rete di distribuzione dell’acqua. Lo scopo è quello di arrivare ad aprile, con l’apertura della nuova stagione irrigua, nella miglior condizione di efficienza possibile degli impianti, in maniera da salvaguardare e garantire il fondamentale servizio idrico al territorio”.

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