Importanti ritrovamenti archeologici a Gazzo, anche grazie all’intervento del Consorzio di Bonifica Veronese

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Si è conclusa in questi giorni a Gazzo Veronese in località Ronchetrin l’ultima campagna di scavi archeologici che ha consentito di riportare alla luce dodici tombe di epoca romana. Altre dodici tombe nel medesimo sito erano state rinvenute durante gli scavi dello scorso anno.

Gli scavi si sono resi possibili anche grazie all’intervento di personale e mezzi del Consorzio di Bonifica Veronese e sono stati effettuati a poca distanza dall’area dove passava l’importante strada Claudia Augusta riscoperta tre anni fa.

La via Claudia Augusta è una strada romana la cui realizzazione risale alla prima metà del I secolo d.C. Tradizionalmente si ritiene sia stata costruita per mettere in contatto il mondo romano con quello germanico, partendo dalla Pianura Padana e raggiungendo, attraverso le Alpi, il Danubio in Baviera. La costruzione della via Claudia Augusta è stata avviata nel 15 a.C. da Druso, generale di Augusto, durante alcune campagne militari che portarono alla conquista dei territori della Rezia e della Vindelicia (oggigiorno il Tirolo occidentale e la Germania meridionale). È stata ampliata e quindi ultimata nel 47 d.C. da suo figlio, l’imperatore Claudio, dal quale ha preso poi il nome.

Dalle iscrizioni presenti sui miliari – le uniche fonti materiali ad oggi reperite e studiate -, in particolare quelli di Cesiomaggiore e Rablà, è emersa l’esistenza di due tracciati, l’uno con partenza da Ostiglia (Hostilia), ramo Padano, e l’altro da Altino (Altinum), ramo Altinate, convergenti a Tridentum, antico nome della città di Trento. La scelta di queste città è probabilmente dovuta alla loro importanza economica, in quanto floridi centri di scambi commerciali.

Le tombe ritrovate a Gazzo sono tutte a cremazione, del tipo a cassetta di embrici o ad anfora segata, e sono tutte adornate da corredi funebri in eccezionale stato di conservazione.

Ad effettuare la ricerca il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo e l’Università La Sapienza di Roma.

I reperti ritrovati spingono i ricercatori a pensare che il sito possa nascondere altre sepolture, che saranno oggetto di future campagne di scavi. I reperti saranno ora oggetto di una profonda analisi a cura dell’Università di Ferrara, che effettuerà studi paleobotanici, osteologici e chimici.

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