Fossa Maestra: interventi necessari per assicurare la sicurezza idraulica dell’area tra Villabartolomea, Castagnaro, Legnago e Cerea

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Nello scorso mese di febbraio, nei giorni dal 27 al 29, si sono verificate nella zona del Basso Veronese delle precipitazioni atmosferiche di modesta entità, circa 52 mm, che hanno però provocato un notevole e prolungato aumento del livello idrometrico del collettore Fossa Maestra.

Il Consorzio di Bonifica Veronese aveva in quell’occasione eseguito un sopralluogo con i propri tecnici – come di prassi in situazioni analoghe – riscontrando la presenza di numerose frane nel tratto terminale, da Giacciano con Baruchella fino all’innesto nel Comune di Canda.

Queste frane hanno provocato, come danno ulteriore, il crollo in alveo delle piante presenti nella sponda vicino all’acqua, determinando la necessità di un intervento immediato in quanto risultava gravemente pregiudicato il regolare deflusso delle acque. Va, infatti, ricordato – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – che il collettore Fossa Maestra serve il bacino delle acque basse delle Valli Grandi Veronesi ed Ostigliesi, una vastissima area nella quale le pendenze dei canali sono molto ridotte e quindi lo svuotamento risulta sempre molto lento.

Ogni qual volta nel bacino della Fossa Maestra si verificano precipitazioni di media entità si ha come effetto secondario nei collettori immissari il fenomeno del rigurgito che impedisce il regolare deflusso delle acque. Questo da luogo ad allagamenti nelle aree circostanti, vicino ai centri abitati di Villabartolomea, Castagnaro, Legnago e Cerea.

A questo punto, per sanare la situazione e riportare in sicurezza idraulica il corso d’acqua, è stato assolutamente necessario intervenire urgentemente. I lavori finalizzati al ripristino della sezione idraulica per riportare la Fossa Maestra alla sua piena funzionalità, sono consistiti soprattutto nel taglio della vegetazione presente nella banchina inferiore, nel recupero del materiale terroso scivolato in alveo e nella posa di pietrame ai piedi della sponda in maniera da consolidare i tratti franati.

I lavori sono stati comunicati ed approvati dalla competente struttura tecnica regionale, attraverso un verbale di constatazione di somma urgenza siglato il 12 aprile scorso.

Il Consorzio di Bonifica Veronese, pur mantenendo come prima linea guida del suo operare la salvaguardia del territorio da qualsiasi pericolo idraulico – prosegue il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese -, da molti anni sta affiancando a questa opera anche un’estrema attenzione alla tutela ambientale del territorio. Tra le principali iniziative del Consorzio in ambito ambientale meritano di essere conosciuti il Progetto ALA ValliGrandi ed il Progetto Life+ InBioWood. Il primo ha lo scopo di promuovere la conoscenza di una innovativa pratica agroambientale: le piantagioni arboree policicliche con finalità di produzione di legname di pregio. Con il secondo si vuole dimostrare l’efficacia delle Piantagioni Policicliche Permanenti, per quanto attiene sia l’incremento della biodiversità che la possibilità di produrre reddito. Quindi sicurezza e tutela, che è esattamente quello che ci chiede la legge e che ci chiedono i cittadini.

L’equilibrio tra le due esigenze, quella della sicurezza del territorio e quella della tutela dell’ambiente, è pertanto sempre presente nelle scelte progettuali e di intervento del Consorzio. In quest’ottica va segnalato anche che il 23 maggio scorso si è tenuto in Comune a Giacciano di Barucchella un incontro tra il Consorzio di Bonifica Veronese e le Associazioni Ambientaliste, alla presenza anche della ditta che ha eseguito l’intervento, proprio sul tema dell’intervento sulla Fossa Maestra. “Pur riscontrando che in virtù della somma urgenza idraulica il Consorzio ottenne le necessarie autorizzazioni paesaggistiche, le associazioni non esitarono a manifestare in quella sede la loro profonda disapprovazione per le tempistiche scelte per effettuare l’intervento, infatti in questo periodo le piante sono in piena attività vegetativa e gli animali al culmine dell’attività riproduttiva. Nonostante ciò – scrive il Presidente del WWF di Rovigo Dottor Micheletti in un comunicato del 21 giugno – esse convennero sul fatto che un intervento di asportazione della biomassa in eccesso e del fango fosse necessario, in periodo diverso, per consentire al canale di svolgere al meglio la sua funzione, negli ultimi anni compromessa dal deposito di materiale organico e detriti”.

Anche in quella sede, infatti, i tecnici del Consorzio hanno illustrato e dettagliato l’urgenza che ha realmente impedito di aspettare una stagione differente per procedere con l’intervento sulla Fossa Maestra che si era reso necessario, come detto, a causa della compromissione della sicurezza idraulica dell’intera area.

Nelle foto alcuni scatti della piena della Fossa Maestra del febbraio 2015.

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