IBAN e pagamenti informatici

art.36 D.Lgs.n.33/2013

Servizio di tesoreria ed indicazione IBAN

 Poiché la presente sezione fa riferimento a quanto previsto dall’art.36 del D.Lgs 33/2013, il quale rimanda all’art. 5 del D.Lgs. 7/03/2005 n. 82, si precisa innanzitutto che Il Consorzio di Bonifica Veronese è un Ente di diritto pubblico economico – ai sensi dell’art.59 del Regio Decreto 13 febbraio 1933, n.215, recante “Nuove norme per la bonifica integrale”, e dell’art.3 della Legge Regionale del Veneto 8 maggio 2009, n.12 recante “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”, ha sede in Verona.

I Consorzi di bonifica, pur essendo definiti espressamente dalla Legge (artt. 862, quarto comma, cod. civ. e art. 59, primo comma, del R.D. 13 febbraio 1933, n. 215) persone giuridiche pubbliche, non rientrano nella Pubblica Amministrazione, alla stregua peraltro della chiara definizione consegnata al Protocollo di intesa Stato – Regioni per l’attuazione dell’art. 27 della Legge 28 febbraio 2008, n. 31, siglato in data 18 settembre 2008. Ed invero, i criteri che hanno presieduto al riordino istituzionale dei Consorzi valgono quali principi fondamentali della specifica materia, tra i quali è senz’altro da ricomprendere quello afferente la qualificazione dei Consorzi di bonifica come “… persone giuridiche pubbliche a carattere associativo che si amministrano per mezzo di propri organi i cui componenti sono scelti dai consorziati”.

Le attività istituzionali del Consorzio di Bonifica Veronese non costituiscono attività commerciale ai fini delle Imposte dirette e dell’Iva, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 1-bis, del Dl. n. 125/89, convertito dalla Legge n. 214/1989. Il Consorzio non ha pertanto partita IVA.

Data la propria specifica natura giuridica, al Consorzio di Bonifica Veronese non si applica il reverse charge, di cui all’art.1, comma 629, lett. b) della L.190/2014;

Il D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con Legge 4 dicembre 2017, n. 172, ha esteso il meccanismo dello “Split Payment” o “Scissione dei pagamenti”, di cui all’art.17-ter del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, tra i quali rientra anche il Consorzio di Bonifica Veronese.

Dal 19 luglio 2018, data di effettiva decorrenza dell’inclusione del Consorzio di Bonifica Veronese nell’elenco dei soggetti tenuti all’applicazione dello Split Payment presente sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le fatture emesse nei confronti del Consorzio dovranno essere predisposte in conformità a tale disciplina.

Dal 1 0 gennaio 2019 decorre l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato; pertanto, anche il Consorzio di bonifica potrà ricevere le fatture emesse a partire da tale data esclusivamente nel formato e con le regole stabilite dalla normativa.

Al fine dell’acquisizione da parte di codesto Consorzio di bonifica delle fatture elettroniche, il Fornitore/Professionista dovrà utilizzare, per la trasmissione attraverso il Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate (SDI), i seguenti riferimenti anagrafici e di indirizzamento:

CONSORZIO Dl BONIFICA VERONESE

STRADA DELLA GENOVESA, 31/E

37135 VERONA (VR)

Cod. Fisc. 93216480231

Codice destinatario 0000000

PEC: fe.ono@pec.it

Infine il Consorzio deve applicare l’art.48 bis, c.1, del D.P.R. 602/1973, così come modificato dall’art.19 del D.L. 159/2007.

Il Servizio di Tesoreria del Consorzio di Bonifica Veronese viene svolto dal Banco BPM S.p.A. – Cassa Mercato Ortofrutticolo, filiale n. 011 – Viale del Lavoro 8, 37135 Verona, presso la quale è attivo il seguente conto corrente, di cui all’IBAN intestato al Consorzio IT24C 05034 11751000000230000

Occorre peraltro specificare che i Consorzi di Bonifica, poiché non gestiscono fondi direttamente o indirettamente interessanti la finanza pubblica, non sono ricompresi nell’elenco degli Enti tenuti all’osservanza delle norme sulla Tesoreria unica (cosiddetto settore della finanza pubblica allargata) previste nel Titolo V della Legge 5 agosto 1978, n. 468 e nella Legge 29 ottobre 1984, n.720.

Condividi con: