Il caldo non concede tregua e nella pianura veronese l’acqua sta diventando una corsa contro il tempo. Il Consorzio di Bonifica Veronese sta registrando in questi giorni criticità nella fornitura irrigua, in particolare nella zona sud del comprensorio, dove la richiesta d’acqua è cresciuta in modo esponenziale a causa delle temperature estremamente elevate che stanno segnando questo mese di giugno.
Una situazione che preoccupa il Consorzio perché arriva in un momento già delicato: le derivazioni dall’Adige sono infatti spinte al massimo delle portate consentite, ma nonostante questo lo sforzo tecnico e operativo non basta a rispondere pienamente alla domanda proveniente dal territorio agricolo. Il sistema è sotto pressione, gli impianti lavorano al limite e in diverse aree della provincia scaligera, soprattutto nella parte meridionale, numerose imprese agricole stanno affrontando difficoltà concrete nella gestione dell’irrigazione.
Il quadro è aggravato dalla persistenza dell’ondata di calore. Le alte temperature, prolungate per più giorni, aumentano drasticamente il fabbisogno idrico delle colture e concentrano le richieste nello stesso arco di tempo. Ne deriva una tensione crescente sulla rete consortile, chiamata a distribuire acqua in condizioni eccezionali, con margini di manovra ridotti proprio perché i prelievi autorizzati dall’Adige hanno già raggiunto il tetto massimo.
Di fronte alla gravità della situazione, il Consorzio di Bonifica Veronese ha ritenuto necessario informare anche le associazioni agricole di categoria, con l’obiettivo di condividere un quadro che viene considerato seriamente preoccupante e di mantenere un confronto costante con il mondo produttivo. La priorità resta quella di garantire, nei limiti tecnici e normativi disponibili, la migliore distribuzione possibile della risorsa idrica, cercando di contenere gli effetti di una fase meteorologica estrema che sta incidendo pesantemente sull’agricoltura veronese.
Il Consorzio sta quindi mettendo in campo ogni strumento operativo disponibile: monitoraggio continuo delle portate, gestione attenta delle derivazioni, interventi sulla distribuzione e coordinamento costante delle strutture tecniche. Tuttavia, davanti a una domanda d’acqua così elevata e simultanea, il margine di intervento resta limitato. Il problema non riguarda la volontà di fornire acqua, ma la disponibilità effettiva della risorsa entro i limiti consentiti e la capacità della rete di rispondere a una pressione eccezionale.
A sottolineare la delicatezza del momento è il presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, Alex Vantini.
“Stiamo mettendo in campo tutte le strategie, le competenze e le tecnologie disponibili per limitare gli effetti di questa ondata di calore estrema. La fornitura d’acqua è stata portata al limite di quanto tecnicamente e normativamente possibile, con prelievi dall’Adige che hanno già raggiunto le portate consentite. La situazione è seria e la seguiamo ora dopo ora, con grande attenzione verso le imprese agricole del territorio. L’auspicio è che nei prossimi giorni un cambiamento delle condizioni meteorologiche possa almeno temporaneamente allentare questa morsa, che sta mettendo in forte difficoltà il comparto agricolo veronese”.
Il Consorzio richiama quindi alla massima attenzione nell’utilizzo dell’acqua, invitando tutti i soggetti coinvolti a un impiego responsabile della risorsa in una fase in cui ogni metro cubo diventa prezioso. L’emergenza caldo non è soltanto un dato meteorologico: nella Bassa veronese si traduce in campi sotto stress, aziende costrette a rivedere programmi, colture esposte a rischi crescenti e un sistema di bonifica chiamato a lavorare senza sosta per reggere una domanda fuori dall’ordinario.
Il Consorzio di Bonifica Veronese continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e a mantenere attivo il confronto con le categorie agricole, nella consapevolezza che la gestione dell’acqua, soprattutto in fasi climatiche così dure, è una responsabilità collettiva e una condizione essenziale per la tenuta produttiva del territorio.

