Siccità: il Consorzio di Bonifica Veronese aumenta il controllo sugli attingimenti dai corsi d’acqua

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La situazione di grave siccità che sta colpendo pesantemente anche il veronese, e che nonostante qualche pioggia isolata non accenna a diminuire, ha costretto in questo inizio estate il Consorzio di Bonifica Veronese a mettere in atto tutta una serie di azioni per razionalizzare al massimo la distribuzione dell’acqua, per tentare di salvaguardare e garantire il servizio idrico al territorio.

Uno dei provvedimenti interessa nello specifico tutta l’area a sud della provincia di Verona, dove – a differenza che nei Comuni a nordovest di Verona, dove è presente l’irrigazione strutturata – gli attingimenti irrigui avvengono in assenza di orari e dotazioni prestabilite da corsi d’acqua naturali, risorgive e fossi irrigui. Una situazione che, stante la grave siccità, ha reso necessario e urgente un maggior controllo per evitare gli abusi e garantire un adeguato servizio a tutte le aziende agricole.

Per questi motivi – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – l’Assemblea del Consorzio, nella seduta del 26 giugno, ha modificato il proprio Regolamento delle Utenze Irrigue e Norme di Polizia delle Acque stabilendo, tra le altre cose, che il sollevamento dell’acqua deve essere esercitato nel rispetto dei diritti di tutti, e non deve precludere l’utilizzo irriguo a favore degli altri utenti di valle. In caso di contestazioni dovranno essere osservate le disposizioni impartite dal personale del Consorzio. Se venissero verificati abusi il personale del Consorzio potrà anche ordinare la sospensione immediata del prelievo. Soprattutto, l’Assemblea del Consorzio di Bonifica Veronese ha vietato l’uso di pompe idrovore nei canali consortili e anche nei fossi privati in quanto queste incidono pesantemente nel regime del corso d’acqua.

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