San Giorgio in Salici: il Consorzio di Bonifica Veronese realizza una vasca dissabbiatrice per migliorare la qualità dell’acqua per agricoltori e cantine

Il Consorzio di Bonifica Veronese, allora Consorzio di Bonifica Alto Veronese e quindi Adige Garda, sul finire degli anni ’50, sull’onda dello sviluppo economico nazionale seguente la fine della Seconda Guerra Mondiale, realizzò l’impianto pluvirriguo denominato “Spolverina” a San Giorgio in Salici.

A quei tempi, l’irrigazione in pressione era una scelta tecnica non priva d’incognite a causa della limitata esperienza dei tecnici, della scarsa offerta commerciale di materiali e macchine idonee, del continuo aumento del costo dell’energia elettrica per l’azionamento delle pompe, a causa dell’inflazione e delle congiunture geopolitiche dell’epoca. A distanza di quasi sessant’anni si può dire che la scommessa sia stata vinta, dato che l’impianto originario, che attualmente serve ben 400 ettari agricoli, funziona ancora, sebbene necessiti di importanti e continui interventi di manutenzione.

La centrale di Spolverina. Sopra, la vasca dissabbiatrice in fase di realizzazione.

La centrale di Spolverina. Sopra, la vasca dissabbiatrice in fase di realizzazione.

Le aziende agricole della zona, soprattutto le rinomate cantine che proprio in quell’area hanno i propri vigneti, da anni chiedevano al Consorzio di Bonifica di dotare l’impianto di un sistema di filtrazione per ridurre la quantità di sabbia e limo presenti nell’acqua. Purtroppo l’acqua utilizzata dal Consorzio è derivata dal Fiume Adige, attraverso il Canale Biffis, e perciò è ricca di particelle solide in sospensione, particolarmente dopo il verificarsi di piogge e temporali nella zona alpina.

Per risolvere questo problema il Consorzio di Bonifica Verona ha deciso quindi di costruire una vasca dissabbiatrice tra la derivazione dal Biffis e l’impianto di pompaggio. Una vasca simile è stata costruita qualche anno fa dal Consorzio sempre nel Comune di Sona, presso la centrale di Palazzolo.

La vasca che è in fase di realizzazione a San Giorgio ha forma rettangolare, con dimensioni di 23,30 metri per 7,60 metri L’altezza delle pareti della vasca è di 2 metri e settanta e la massima profondità d’acqua è sempre di 2 metri. L’acqua sarà derivata da un nuovo manufatto di presa posizionato sul canale mediante una breve tubazione da 60 centimetri di diametro.

Ma come funzionerà la vasca dissabbiatrice quando ultimata?

All’interno della vasca – spiega l’Ing. Andrea De Antoni, Direttore Tecnico del Consorzio di Bonifica Veronese – la portata massima di 200 litri al secondo avanzerà alla velocità di circa 1,5 centimetri al secondo. L’acqua, depurata della maggior parte dei sedimenti solidi grossolani, passerà all’interno di un secondo vano, lungo solamente 2 metri e mezzo, al cui interno sarà installato un filtro a rete con la funzione di eliminare i sedimenti solidi galleggianti aventi pezzatura maggiore di 2 millimetri, come alghe, semi, materie plastiche, legnetti, ecc. L’acqua giungerà quindi alle pompe di sollevamento irriguo mediante una tubazione di 60 centimetri, mentre i sedimenti saranno allontanati e reimmessi nel Canale principale mediante un opportuno sistema di lavaggio della rete filtrante. Il risultato di questo processo sarà un’acqua depurata da ogni elemento solido, e quindi ottimale per le colture della zona.

L’intervento, iniziato ad inizio marzo, verrà concluso prima dell’apertura della nuova stagione irrigua e ha un costo complessivo di circa 150mila euro.

CONDIVIDI SU: