Il Consorzio di Bonifica Veronese interviene sulle risorgive a Povegliano e Buttapietra, per garantire l’irrigazione e tutelare l’ambiente

Negli ultimi mesi, approfittando del periodo invernale, il Consorzio di Bonifica Veronese oltre a ripristinare la piena funzionalità degli impianti di irrigazione ha eseguito una serie di manutenzioni sui corsi d’acqua della provincia di Verona che ricadono nella sua competenza.

Interventi in questa direzione sono stati effettuati sui fontanili della Fossa Toniola in Comune di Buttapietra e della Fossa Calfura in Comune di Povegliano, due tra le più importanti “teste” di risorgiva esistenti nella fascia di territorio situata ai margini meridionali dell’alta pianura veronese, tra Mozzecane e San Giovanni Lupatoto.

I corsi d’acqua di risorgiva, meglio conosciuti appunto come “risorgive”, sono opere realizzate dell’uomo nei secoli scorsi allo scopo di ricavare dal sottosuolo l’acqua necessaria per l’irrigazione dei campi. I fontanili veri e propri, da cui le risorgive si originano, sono delle “polle” tondeggianti con diametro medio di circa quindici metri, ma che in alcuni casi come la fossa Leona raggiungono i cinquanta metri. L’acqua affiora in superficie superando uno strato permeabile di sabbie e ghiaie, dando origine a caratteristiche “bolle” nei casi in cui la spinta dell’acqua è particolarmente intensa o in presenza di un tubo metallico, stratagemma usato per incidere più in profondità la falda ed incrementare la portata idrica.

Tutti i corsi d’acqua della pianura veronese sono originati da risorgive, tra questi i più importanti sono il Tartaro, il Tione, il Menago, il Tregnon ed il Bussè, che oltre alla funzione irrigua svolgono anche la funzione di scolo delle acque di origine meteorica. Vi sono poi centinaia di fosse ad uso promiscuo (cioè irriguo e di scolo), alcune delle quali hanno ereditato il nome delle famiglie nobili che nel medioevo le fecero costruire, come ad esempio, la fossa Brà, la Grimana, la Pellegrina, la Fracastora e la Baldona.

Oggi le risorgive sono giustamente apprezzate anche per il loro valore ecologico poiché al loro interno possono svilupparsi ricchi ecosistemi acquatici ad alta biodiversità. Tuttavia, il prezzo da pagare affinchè questi ambienti possano sopravvivere preservando la loro duplice funzione irrigua e naturalistica, è costituito dalla periodica manutenzione da svolgere tanto sul fondale, con espurgo dei sedimenti e ripresa delle frane, tanto lungo le rive, con il taglio selettivo delle piante ad alto fusto, cura del sottobosco, rimozione dei rifiuti e manutenzione delle banchine praticabili. In mancanza di questi interventi, la risorgiva è destinata gradualmente ad interrarsi, trasformandosi in una boscaglia invasa da specie per lo più infestanti, spesso attaccata da rampicanti ed aggrediti da funghi che ne determinano lo schianto dopo alcuni anni.

Alcuni tronchi di alberi tagliati sulla Fossa Calfura. Si nota come al loro interno siano completamente marci

Alcuni tronchi di alberi tagliati sulla Fossa Calfura. Si nota come al loro interno siano completamente marci

Gli interventi appena realizzati sulla Fossa Toniola e sulla Fossa Calfura dal Consorzio di Bonifica Veronese, che si prende cura in provincia di Verona di una rete di oltre duemila chilometri di corsi d’acqua, sono stati attuati in modo innovativo, attraverso il diradamento preliminare della boscaglia degradata, la rimozione dei rifiuti, lo spurgo del fondale e, in particolar modo, della formazione di una banchina a lato della sponda, che consentirà il transito di pedoni e di piccoli mezzi d’opera, che potranno intervenire senza intaccare la vegetazione ripiantumata.

Particolarmente impegnativo – spiega l’Ing. Roberto Bin, Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veronese – è stato l’intervento sul fontanile della fossa Calfura, in località Madonna dell’Uva Secca, realizzato con l’appoggio dell’amministrazione comunale e dei proprietari dei terreni, con l’autorizzazione del Servizio Forestale regionale di Verona. Si è iniziato con l’abbattimento di quasi tutta la popolazione arborea lungo la sponda destra, in quanto pericolosamente incombente sulla sottostante strada provinciale, i cui schianti anche di recente hanno provocato danni alle auto in transito, fortunatamente senza vittime. Il fattore di pericolo era costituito dall’abnorme sviluppo in altezza delle piante, molte di esse oltre 40 metri, dalla ramificazione sviluppata solo sul lato strada rendendo instabile la pianta e dal marciume che ha aggredito quasi tutti i tronchi. Terminata la prima fase si sta procedendo ora alla formazione della banchina ed alla rimozione della gran quantità di rifiuti, forse incentivata dalla percezione di trovarsi di fronte ad un ambiente degradato che non vale la pena conservare. Ultimata questa seconda fase, si procederà al rilievo del terreno ed alla redazione di un progetto di ripiantumazione, che sarà attuato dal personale consortile nel prossimo autunno/inverno, al termine della stagione vegetativa oramai in atto.

Altro intervento mirato, come si diceva, è stato quello eseguito lungo la risorgiva della Fossa Toniola in frazione Marchesino nel Comune di Buttapietra.

A causa di anni di abbandono – spiega ancora il Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Veronese – il fondo dell’alveo della Fossa Toniola era ormai quasi del tutto interrito. Ora con il nostro intervento si è ripristinato il regolare deflusso del corso d’acqua. Inoltre l’escavo di una banchina laterale ha permesso di creare un passaggio per piccoli mezzi d’opera, finalizzato ad una manutenzione costante del sito, senza necessità di intaccare la vegetazione ripariale. La banchina laterale potrà, inoltre, essere utilizzata anche dai cittadini per transitare lungo il corso d’acqua e godere della bellezza di quell’area verde.

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