Bonifica

L’intero territorio consortile scola naturalmente, fatta eccezione per qualche limitata area che necessita di sollevamento meccanico.
Il sistema idrografico esistente è piuttosto complesso e, pur consentendo durante il periodo estivo una estesa utilizzazione per scopi irrigui, ha la funzione principale di allontanare le acque di pioggia per consentire il più corretto uso del territorio dal punto di vista della sicurezza idraulica.
Particolarmente sentita è infatti l’esigenza del mantenimento e del miglioramento dell’esistente equilibrio idraulico.
La complessiva rete di bonifica in gestione è costituita da n. 671 corsi d’acqua consortili dello sviluppo complessivo di 2.550 km.
Il Consorzio provvede anche alla gestione e manutenzione di manufatti diversi, con funzioni idrauliche, connessi con la suddetta rete idrografica.
Trattasi di opere di: sollevamento, attraversamento, adduzione e distribuzione, regolazione, partizione, misura e difesa dalle erosioni.
Se oggi il nostro territorio ci appare in gran parte “asciutto”, questo è dovuto soprattutto alla garanzia del costante funzionamento del sistema di bonifica. La salvaguardia del territorio, fondata sulla quotidiana attività di gestione e manutenzione delle opere che Stato e Regione hanno affidato al consorzio di bonifica, ha un costo che ricade, pressoché totalmente, sui privati proprietari di immobili agricoli e urbani, in misura proporzionale al beneficio ricavato dalle opere e dall’attività di bonifica.
Le rapide modificazioni ambientali richiedono un continuo adeguamento delle opere consorziali.
L’impermeabilizzazione di vaste aree, a causa del progressivo sviluppo urbano, industriale e della viabilità, e lo stesso ammodernamento delle tecniche di lavorazione del terreno, determinano mutamenti del regime idrico e quindi delle necessità di scolo ed utilizzo delle acque.
In pratica l’opera di bonifica non può mai dirsi completata, rendendosi necessaria una continua azione di adeguamento.

IL RISCHIO IDRAULICO

Il rischio idraulico non è eliminabile del tutto, ma è possibile prevenire i danni.

  • Individuare e garantire con adeguati manufatti le vie di deflusso naturale dell’acqua, quando si costruiscono strade, recinzioni, fabbricati, lottizzazioni, ecc…
  • Consultare preliminarmente il Consorzio di Bonifica nella predisposizione di progetti di fognature e di scarico delle pluviali nelle reti di scolo.
  • Consultare il Consorzio di Bonifica per la valutazione del rischio idraulico specifico.
  • Prevedere la valutazione del rischio e dell’impatto idraulico nelle progettazioni.
  • Impermeabilizzare i piani interrati.

Con il rischio idraulico dobbiamo convivere. Così è stato e così sempre sarà, ma occorre operare per contenerlo e perché le sue conseguenze siano limitate. L’urbanizzazione recente ha trasformato radicalmente il territorio portando si progresso ma anche un aumento consistente del rischio idraulico.

IL PROBLEMA DELLE MANUTENZIONI

Costituiscono l’anello debole della catena. Due le questioni fondamentali: i problemi tecnici e i crescenti costi della manodopera e dei mezzi operativi. I primi sono dovuti alla vetustà delle opere e degli impianti; mantenere in efficienza l’esistente è fondamentale ma non basta. E’ indispensabile programmare e realizzare una sistematica ristrutturazione delle reti e degli impianti.
Un’altra gravissima difficoltà di carattere tecnico è dovuta alla presenza, in luoghi non idonei, di insediamenti, recinzioni, siepi e alberature che, a volte, impediscono qualsiasi tipo di operatività. Tutte le attività che è chiamato a svolgere, in particolare gli interventi di manutenzione ed esercizio (gli interventi straordinari sono realizzati con appositi stanziamenti della Regione) vengono finanziati direttamente dai proprietari degli immobili (terreni e fabbricati) ricadenti nel comprensorio; i contributi di bonifica sono calcolati secondo i criteri fissati dal cosiddetto “Piano di Classifica”. Il costo di gestione e manutenzione delle opere irrigue è sostenuto dagli imprenditori agricoli beneficiari del servizio di irrigazione.
I consorziati sono registrati in un Catasto che viene aggiornato sulla base degli atti di passaggio di proprietà, forniti direttamente a cura degli interessati.

CONDIVIDI SU: