Anche il Consorzio di Bonifica Veronese nell’Agordino con mezzi e uomini per fronteggiare l’emergenza

Anche i Consorzi di Bonifica del Veneto, dopo avere monitorato e verificato gli effetti arrecati dal maltempo sui propri territori, stanno facendo la loro parte nelle montagne violentemente colpite dalla pioggia e dai forti venti di questi giorni. Il tutto sta avvenendo in collaborazione con la Protezione Civile, mentre in pianura, in coordinamento con i Geni Civili, si sta provvedendo a monitorare i livelli dei corsi d’acqua per raccogliere dati preziosi in ottica di prevenzione.

Pure il Consorzio di Bonifica Veronese, l’ente che fornisce l’irrigazione a settanta Comuni della provincia scaligera, si è subito mosso con propri uomini e mezzi per dare il proprio contributo all’emergenza. Da Verona è partita, ancora nella mattinata di martedì, una squadra di nove operatori con due pickup, un fuoristrada, due escavatori cingolati e un escavatore gommato, dotati di una speciale attrezzatura per il taglio delle piante ad alto fusto.

Nelle foto e nei video la squadra e i mezzi del Consorzio di Bonifica Veronese in azione in Cadore.

Destinazione della spedizione la valle di Val Gares, nel Comune di Canale d’Agordo, dove uomini e mezzi del Consorzio già stanno operando lungo alcuni corsi d’acqua per liberarne i sedimi dalle rocce e dal pietrame caduti dalle montagne a causa della furia della tempesta.

Scopo degli interventi è ripristinare il corretto deflusso delle acque e, quindi, la sicurezza idraulica del territorio. L’operazione, molto impegnativa e complessa, viene condotta in stretta collaborazione con il Sindaco e con i Carabinieri.

“Appena saputo dell’emergenza, abbiamo immediatamente attivato la nostra struttura per poter essere sul posto ad operare nel minor tempo possibile – spiega Antonio Tomezzoli, Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese -. I Consorzi di Bonifica, nel loro ruolo di manutentori dei territori di pianura, hanno sviluppato negli anni ottime competenze nella gestione di situazioni critiche dovute al maltempo, purtroppo sempre più frequenti a causa dei mutamenti climatici. È naturale che in una situazione di estrema difficoltà come quella che ha colpito le montagne venete anche gli operatori della bonifica diano il proprio contributo”.

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